
Snow Leopard, la nuova edizione del sistema operativo MacOSX di Apple, introduce molti miglioramenti e di fatto perfeziona il già rapido e snello Leopard. Apple ha dichiaratamente lavorato con lo scopo di rendere MacOSX più agile e soprattutto per prepararlo alle nuove tecnologie. Da questa versione, il sistema di Apple sfrutta al meglio i sistemi a 64 bit e, soprattutto, è e sarà in grado di spremere in maniera ottimale i computer con multi processore o con processori multi core. I vantaggi pratici si vedranno da subito su tutti i Mac attualmente in vendita, che hanno al minimo un processore con due core, così come molti prodotti già in circolazione. Apple ha anche modificato alcuni dettagli estetici e migliorato ulteriormente la facilità d’uso.
Purtroppo potranno aggiornarsi a Snow Leopard solo i proprietari di Mac con processore Intel: come spesso accade, il progresso comporta mettere mano al portafogli.
Molti detrattori hanno definito Snow Leopard poco più di un “service pack”, con l’aggravante di essere anche a pagamento. È nostra opinione invece che la quantità di innovazioni sia tale da definirlo quasi un nuovo sistema operativo, sebbene a occhio nudo sia difficile da distinguere dal predecessore. Il prezzo per l’aggiornamento da Leopard, di soli 29 euro, ne fa a nostro parere un acquisto decisamente consigliato, se non addirittura un “must have” per gli utenti Apple.
Abbiamo provato Snow Leopard su un Macbook Air con disco SSD da 128 Gigabyte e processore da 1.86 GHz, scopriamo come si è comportato.
Purtroppo potranno aggiornarsi a Snow Leopard solo i proprietari di Mac con processore Intel: come spesso accade, il progresso comporta mettere mano al portafogli.
Il primo miglioramento di rilievo riguarda la velocità d’installazione. Abbiamo infatti provato Snow Leopard su un Macbook Air con Leopard, usando l’opzione dell’aggiornamento automatico. Alcuni consigliano di formattare il computer e di eseguire un’installazione pulita del sistema, per poi ripristinare l’ultimo backup. Dal canto nostro abbiamo preferito optare per l’opzione di aggiornamento automatico che sarà la più usata dagli utenti. In breve, la procedura è elementare e ha impiegato meno di un’ora per completarsi. Ottimo tempo e ottimo anche il risparmio di spazio su disco che, nel nostro caso, ammonta a 5 Gigabyte. Secondo gli esperti, il risparmio di spazio deriva principalmente dalla nuova gestione dei driver di stampa. Snow Leopard, in pratica, non installa migliaia di driver inutili, come faceva il suo predecessore, ma semplicemente, al rilevamento di una nuova stampante, scarica il relativo driver da Internet.
Venendo alle applicazioni, Apple ha completamente riscritto Finder usando Cocoa, portandolo quindi a 64 bit. La differenza per ora si nota difficilmente, a meno che non si manipolino file da svariati Gigabyte in continuazione. La casa di Cupertino ha anche dichiarato che i tempi di avvio, stand by e risveglio migliorano fino a due volte con Snow Leopard. Abbiamo misurato queste prestazioni prima e dopo l’aggiornamento ma abbiamo notato differenze risibili. La connessione a reti WiFi, invece, è certamente più rapida ed efficiente. Ora bastano pochissimi secondi per passare da computer in stand by a navigare su Internet. Non abbiamo rilevato differenze rilevanti, infine, nell’uso del processore sotto carico e nella generazione di calore; il nostro Macbook Air continua a scottare come prima.
Cambiamenti di grafica
Di primo acchito si ha l’impressione che non sia cambiato niente rispetto a Leopard. Dopo qualche click, si iniziano a scoprire le prime differenze, alcune sostanziali, alcune solamente estetiche.
Apple ha innanzitutto migliorato Exposé, che ora è più intelligente, completo e meglio integrato nel dock, la barra di lancio e gestione delle applicazioni di MacOSX. Con Snow Leopard finalmente Exposè mostra anche le finestre minimizzate, era ora. Inoltre, impostando la relativa opzione dalle preferenze del Dock, ora si può minimizzare le finestre aperte nell’icona dell’applicazione. Cliccando in seguito sulla stessa icona nel dock e tenendo premuto, si vedono sia le finestre aperte della relativa applicazione che quelle minimizzate in precedenza. È ora anche possibile trascinare un file su un’icona di applicazione per attivare un’azione, come per esempio inserire un allegato in una mail aperta.
Qualche cambiamento intelligente anche per lo stesso dock, che ora ha un menù contestuale in trasparenza più chiaro, semplice, e permette finalmente, quando si clicca su una pila, di visualizzare il contenuto delle cartelle con freccine di navigazione simili a quelle del menù d’avvio di Windows.
Safari a 64bit
Chiunque può installare Safari 4, ma gli utenti di Snow Leopard potranno usare la versione ottimizzata a 64 bit che, secondo Apple, velocizza l’interpretazione del codice Javascript fino al 50% e che, inoltre, separa completamente i plug-in dall’applicazione principale. Sul computer di prova non abbiamo notato particolari differenze rispetto alla versione a 32 bit.
La compatibilità di Mail e iCal con Exchange, finalmente, salverà gli utenti del popolare servizio professionale Microsoft dal dover usare Entourage, la brutta copia di Outlook inclusa nella suite Office per Mac. Rimane sconcertante la mancanza delle “attività” che obbliga a usare il calendario per uno scopo che non è il suo.